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	<title>Il Blog di Enrico La Loggia</title>
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	<description>Per me è una missione e una passione...e per gli altri?</description>
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		<title>Nato: incidente diplomatico tra Italia e Germania all&#8217;Assemblea dell&#8217;Ata</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 16:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comitato Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Ata]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Incidente diplomatico&#8221; all&#8217;Assemblea dell&#8217;Atlantic Treaty Association, in corso a Roma presso il Nato Defense College. Il quotidiano La Repubblica, infatti, stamattina attribuisce a Karl Lamers, deputato della Cdu di Angela Merkel e presidente dell&#8217;Ata, in questi giorni nella capitale per assistere alla 58esima Assemblea dell&#8217;Associazione del Trattato atlantico, presieduta dall&#8217;onorevole del Pdl, Enrico La Loggia, presidente del Comitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2013/02/nato.jpg"><img class="size-medium wp-image-1080 alignleft" title="nato" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2013/02/nato-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>&#8220;Incidente diplomatico&#8221; all&#8217;Assemblea dell&#8217;Atlantic Treaty Association, in corso a Roma presso il Nato Defense College. Il quotidiano La Repubblica, infatti, stamattina attribuisce a Karl Lamers, deputato della Cdu di Angela Merkel e presidente dell&#8217;Ata, in questi giorni nella capitale per assistere alla 58esima Assemblea dell&#8217;Associazione del Trattato atlantico, presieduta dall&#8217;onorevole del Pdl, Enrico La Loggia, presidente del Comitato Atlantico Italiano, un&#8217;intervista critica nei confronti di Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L a Repubblica &#8211; ha detto Enrico La Loggia - attribuisce erroneamente al Presidente dell&#8217;Atlantic Treaty Association un&#8217;odiosa intervista piena zeppa di critiche nei confronti del Presidente Berlusconi e di elogi al duo Monti-Bersani.<span id="more-1077"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto mi riguarda l&#8217;intervista e&#8217; da respingere in ogni caso come inopportuna e chiaramente indirizzata a condizionare la campagna elettorale in corso nel nostro paese, da parte di chi non conosce e non puo&#8217; quindi valutare l&#8217;operato del Presidente Berlusconi, cosi&#8217; come il nostro attaccamento al Ppe&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Pronta e secca la smentita di Lamers, il quale ha negato di aver rilasciato alcuna intervista a Repubblica, precisando di esser stato vittima di uno scambio di persona con un omonimo consigliere del Ministro delle Finanze Tedesco, Schauble.<br />
Al quotidiano diretto da Ezio Mauro e&#8217; stata dunque chiesta una rettifica.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="95%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" height="20" align="left">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="3" align="center">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non mi ricandido. Auspico un ampio ricambio nelle liste</title>
		<link>http://www.enricolaloggia.com/2013/01/20/non-mi-ricandido-auspico-un-ampio-ricambio-nelle-liste/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 13:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pdl]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho chiesto al segretario del mio partito, Angelino Alfano, di non derogare in mio favore alle regole deliberate per la scelta dei candidati alle prossime elezioni politiche. Dopo quasi vent&#8217;anni di esperienza parlamentare e di Governo, con Forza Italia prima e con il Pdl poi, sono convinto dell&#8217;opportunità di un ampio ricambio e dell&#8217;utilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/mqdefault1.jpg"><img class="size-full wp-image-1064 alignleft" title="mqdefault" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/mqdefault1.jpg" alt="" width="239" height="157" /></a>Ho chiesto al segretario del mio partito, Angelino Alfano, di non derogare in mio favore alle regole deliberate per la scelta dei candidati alle prossime elezioni politiche. Dopo quasi vent&#8217;anni di esperienza parlamentare e di Governo, con Forza Italia prima e con il Pdl poi, sono convinto dell&#8217;opportunità di un ampio ricambio e dell&#8217;utilità di un largo coinvolgimento di esponenti della società civile. Continuerò comunque le mie battaglie per la Sicilia anche fuori dal Parlamento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="95%" align="center">
<tbody></tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prossimo Parlamento completi la riforma del federalismo fiscale</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 10:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[commissione]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[LA LOGGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il parere dato oggi al decreto correttivo sulle funzioni di Roma Capitale, la Commissione parlamentare per l&#8217;Attuazione del federalismo fiscale ha esaminato, modificato ed approvato tutti i provvedimenti sottoposti al suo vaglio dal governo in questa Legislatura. Nel dare atto a tutti i commissari di aver svolto un lavoro sempre attento e proficuo, auspico inoltre che il governo, varando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2011/07/LaLoggia_Enrico_adn160305-400x300.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-393" title="LaLoggia_Enrico_adn160305--400x300" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2011/07/LaLoggia_Enrico_adn160305-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Con il parere dato oggi al decreto correttivo sulle funzioni di Roma Capitale, la Commissione parlamentare per l&#8217;Attuazione del federalismo fiscale ha esaminato, modificato ed approvato tutti i provvedimenti sottoposti al suo vaglio dal governo in questa Legislatura. Nel dare atto a tutti i commissari di aver svolto un lavoro sempre attento e proficuo, auspico inoltre che il governo, varando i rimanenti decreti legislativi ed attuativi, dia la possibilita&#8217; al prossimo Parlamento di completare il percorso di una riforma che, a regime, puo&#8217; portare significativi benefici al sistema Paese, riducendo i costi e razionalizzando i servizi delle Pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mia proposta sulla nuova legge elettorale</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Con i colleghi Orsini e Calderisi continuiamo a considerare il sistema spagnolo, fatto di liste corte e piccole circoscrizioni, come la soluzione preferibile. Tuttavia, se tale ipotesi risultasse politicamente impraticabile, per senso di responsabilita&#8217; e volendo in ogni modo evitare di tornare a votare con la legge vigente, formalizzeremo una proposta diversa. A nostro avviso, alla luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/legge-elettorale-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1067" title="legge-elettorale-2012" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/legge-elettorale-2012-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>Con i colleghi Orsini e Calderisi continuiamo a considerare il sistema spagnolo, fatto di liste corte e piccole circoscrizioni, come la soluzione preferibile. Tuttavia, se tale ipotesi risultasse politicamente impraticabile, per senso di responsabilita&#8217; e volendo in ogni modo evitare di tornare a votare con la legge<br />
vigente, formalizzeremo una proposta diversa. A nostro avviso, alla luce di quanto sta avvenendo al Senato, e sulla base delle recenti dichiarazioni del Presidente Berlusconi, e&#8217; urgente un supplemento di riflessione sulla legge elettorale, fondato su quattro criteri imprescindibili: l&#8217;effettivo diritto di scelta della rappresentanza da parte dei cittadini, la salvaguardia del bipolarismo, la trasparenza del confronto politico, la limitazione dei costi della politica e delle occasioni di malcostume. La nostra proposta prevede una quota di collegi uninominali, garantendo che cio&#8217; non vada a tradursi in un premio di maggioranza implicito, al di la&#8217; di quello esplicitamente concordato. Un sistema che peraltro non presenta particolari difficolta&#8217; tecniche in quanto puo&#8217; essere realizzato attraverso l&#8217;accorpamento dei collegi pre-esistenti, senza dunque tempi lunghi di preparazione. Ovviamente auspichiamo una larga convergenza parlamentare.</p>
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		<title>Un decreto inutile senza la cattiva politica</title>
		<link>http://www.enricolaloggia.com/2012/11/06/un-decreto-inutile-senza-la-cattiva-politica/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 14:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[enti locali]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito trovate l&#8217;intervento che ho fatto ieri in Aula a proposito del Dl Enti Locali. Fatemi sapere cosa ne pensate! Signor Presidente, mi consenta, innanzitutto, una piccola osservazione di carattere metodologico. Non è un problema neanche nuovo: è un problema che abbiamo già cercato di risolvere in tanti modi, anche negli anni passati. Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di seguito trovate l&#8217;intervento che ho fatto ieri in Aula a proposito del Dl Enti Locali. Fatemi sapere cosa ne pensate!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/mqdefault1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1064" title="mqdefault" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/mqdefault1.jpg" alt="" width="239" height="157" /></a>Signor Presidente, mi consenta, innanzitutto, una piccola osservazione di carattere metodologico. Non è un problema neanche nuovo: è un problema che abbiamo già cercato di risolvere in tanti modi, anche negli anni passati. Mi riferisco al calendario dei lavori: continuo a ripetere, ogni volta che mi capita di intervenire in queste circostanze, che la discussione sulle linee generali di un provvedimento legislativo, qualunque esso sia, ma in particolare su argomenti di questa rilevanza, meriterebbe di essere fatta in modo tale che il numero dei parlamentari presenti sia quanto più possibile numeroso, e non limitato ad alcuni amatori o cultori della materia, magari perché se ne sono già interessati in Commissione ed intervengono ognuno per ripetere le proprie considerazioni, già spesso, tra di noi, in qualche modo, approfondite e discusse appunto durante i lavori della Commissione. <span id="more-1062"></span>Vero è che restano comunque sempre gli atti parlamentari per i ricercatori di domani, per altri cultori della materia, per qualcuno che voglia scriverci sopra una tesi di laurea o fare una pubblicazione. Lo ripeto per scrupolo: so bene che la responsabilità non è sua, signor Presidente, e però il problema resta e involge sicuramente la divisione dei tempi, nel corso della settimana, tra i lavori di Commissione e i lavori d’Aula, nel presupposto che bisognerebbe stare qui a lavorare, come parlamentari, almeno cinque giorni alla settimana, cosa che purtroppo, come sappiamo bene, non accade, se non in casi estremamente rari. Forse c’entra anche questo o, comunque, anche su questo si appunta talvolta la critica, più che giustificata, di milioni e milioni di cittadini che ritengono, e hanno ragione nel ritenere, che il nostro sia un lavoro, non sia soltanto, come dire, una passione, un modo per interessarsi dei problemi del proprio territorio e di suggerire soluzioni, talvolta anche utili, talvolta meno, ma sia un lavoro da espletare per tutto il periodo del nostro mandato, con l’impegno che normalmente si richiede per chiunque svolga qualunque altro tipo di lavoro. Detto questo – questo sì è bene che resti agli atti, almeno tra anni e anni qualcuno potrà rileggere che qualcun altro, negli anni passati, ha provato, ma senza successo, a migliorare questo stato di cose –, passiamo a questo decreto-legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui mi consentirà, Presidente, di fare una piccola memoria che risale a molti anni fa, ahimè, cioè all’ultimo anno dei miei studi della facoltà di giurisprudenza, quando ebbi la fortuna, e così anche gli altri che frequentarono quell’ultimo anno di giurisprudenza – eravamo nel 1969 – di ascoltare un luminare del diritto, il professore Gioacchino Scaduto il quale, avendo insegnato diritto civile per tutta la sua carriera universitaria, ci confessò in quell’ultimo anno di suo insegnamento che avrebbe voluto fare un corso completamente diverso, un po’ era stato il suo sogno, il sogno della sua vita accademica, cioè quello di intrattenerci sui principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. Io ricordo quelle lezioni come una delle esperienze più esaltanti, più belle, più gratificanti della mia vita, non solo della mia vita universitaria. Un particolare voglio ricordare di quelle lezioni, cioè la definizione di « legge », cos’è una legge. Ci ricordava il professore Scaduto che la legge nasce da un’esigenza avvertita, su una determinata parte del territorio, da un numero cospicuo di persone. Quando questa esigenza è avvertita sull’intero territorio nazionale da una moltitudine molto ampia di persone, su tutte le parti del territorio, ecco che nasce nel legislatore il dovere di intervenire per regolamentare in modo diverso e più appropriato una o più fattispecie, in maniera tale che l’esigenza avvertita dai cittadini possa trovare piena soddisfazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il compito, ricordava, del legislatore e il compito per il quale noi siamo chiamati ad operare. Se è così, ecco, questa di cui ci stiamo occupando oggi è una di quelle esigenze. È un’esigenza larghissimamente avvertita, larghissimamente condivisa, da una moltitudine di cittadini e, certamente, sull’intero territorio nazionale, cioè quali sono i compiti delle regioni, qual è il compito dello Stato, qual è il compito del legislatore nell’ambito delle competenze attribuite alle regioni e allo Stato. Per fare cosa? Per soddisfare al meglio le esigenze che i cittadini man mano esprimono nel loro vivere quotidiano. Quindi, non c’è un confine o un limite alle possibilità di intervento del legislatore nazionale, ovvero del legislatore regionale nei confini della competenza regionale, se non quello del rispetto, appunto, dei principi generali dell’ordinamento e segnatamente della Carta costituzionale. Quello è il limite: non possono esserci altri limiti. Proprio su questo voglio lasciare traccia nel mio intervento, perché tutto il decreto-legge, che qui ci occupa, ha una caratterizzazione specifica – lasciatemelo dire – che potrebbe essere totalmente superflua.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi spiego meglio. Se tanto il legislatore nazionale quanto il legislatore regionale, ma soprattutto gli amministratori statali e gli amministratori regionali, si fossero attenuti al principio fondamentale, che fa parte del nostro ordinamento giuridico ed è sancito in modo chiaro nella Costituzione e cioè il principio di sana amministrazione, tutto questo sarebbe perfettamente inutile. Certo, il legislatore avrebbe il compito di specificare meglio, di chiarire talvolta, di prevedere una sanzione, ma tutto questo nel presupposto che chi si occupa nella cosa pubblica se ne occupi male. Infatti, se chi si occupa della cosa pubblica se ne occupasse bene e cioè secondo i principi dell’ordinamento e quindi della Carta costituzionale, nulla sarebbe necessario di tutto quello che è inserito in questo decreto legge. Ma sappiamo bene che non è così. Signor Presidente, io sono tra i pochi che sostengono che non esiste l’antipolitica. Perché non esiste l’antipolitica? Perché come si fa ad essere « anti » rispetto ad un concetto così alto, ad un concetto così puro, ad un concetto così universale come quello della buona politica ? Ma, vede, già l’aggettivazione « buona » o « cattiva » è fuor di luogo, perché la politica è esattamente quella che io ho già definito in maniera sommaria, rispetto ai compiti che sono assegnati al legislatore nazionale, al legislatore regionale, così come all’amministratore statale ed all’amministratore regionale. Cos’è che è « anti » ? In cosa si concretizza l’essere « anti » ? Forse antisprechi ? Certo. Antiprivilegi ? Certo. Antiruberie ? Certo.</p>
<p style="text-align: justify;">E che c’entra questo con la politica ? Altrimenti dovremmo partire dal presupposto, assolutamente inaccettabile, politica uguale privilegi, politica uguale sprechi, politica uguale ruberie e via di seguito. Non lo accetto questo, e credo che nessuno lo possa accettare con un minimo di ragionamento, con un minimo di buon senso e con un minimo di sincerità. Nessuno lo può accettare. Allora cos’è alla base della cosiddetta antipolitica, se non la cattiva amministrazione ? Bastano queste due sole parole per definire esattamente a cosa ci stiamo riferendo. E allo stesso tempo, che tipo di democrazia vogliamo ? Una democrazia dei privilegi ? Una democrazia degli sprechi ? Una democrazia che consente agli amministratori di fare qualunque tipo di scelta senza nessun controllo in ordine alla gestione, in ordine al rispetto dei principi di bilancio, al rispetto del Patto di stabilità, al rispetto dei vincoli europei, al rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, ancor più dopo la modifica effettuata solo qualche mese fa anche per corrispondere a precise direttive europee ? È ovvio che questo non è possibile. Ma che tipo di democrazia vogliamo ? Una democrazia per la quale si ritorna in epoca pregiolittiana nella quale qui in Parlamento, e segnatamente in questa Camera, così come al Senato, arrivavano solo coloro i quali potevano dimostrare di avere un reddito superiore ad una certa cifra e quindi potevano svolgere questo mandato senza nessuna indennità, senza nessun rimborso spese, senza nessuna diaria, senza nulla, tranne la possibilità di viaggiare in treno gratuitamente dal luogo di residenza a Roma e viceversa ? È questo che vogliamo ? Vogliamo tornare a questo ? O, al contrario, vogliamo una democrazia non solo di ricchi ma al contrario addirittura solo di poveri e cioè di persone che, quando arrivano a Roma e prendono un’indennità anche molto più modesta di quella che a noi viene assegnata, considerano di avere risolto i problemi della loro vita ? È di questo tipo di democrazia che noi vogliamo occuparci e che vorremmo, come dire, ritenere preferibile rispetto all’attuale ? O vorremmo una democrazia così com’è e come è sancita nella nostra Costituzione ? Ricordiamo l’articolo 1, per cui tutti possono venire qui, ovviamente sulla scorta di un consenso, di una scelta, di un mandato che ricevono da parte dei cittadini per sostenere determinati principi, determinati valori, determinate scelte legislative, per corrispondere, come ho detto all’inizio, a quell’esigenza di regolamentazione che nasce da una parte del territorio ovvero da un’intera nazione quando un problema matura sino al punto da meritare l’attenzione del legislatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace ricordare qui Bissolati, mi piace ricordare Einaudi, mi piace ricordare don Sturzo, tutti e tre – non appaia strano – sostenevano che il valore di una classe dirigente si misura nella capacità di guidare i processi di trasformazione della società nelle molteplici e variegate esigenze che man mano vengono espresse in tutte le parti del territorio nazionale. Tutti e tre stranamente, anche se in tre periodi storici diversi, sostennero esattamente questo concetto, esattamente con le parole che mi sono permesso di riferire. E allora ? Allora sappiamo bene che non sempre le migliori intenzioni vengono seguite dai migliori comportamenti, tutt’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che casi di privilegi, di sprechi, di ruberie si sono moltiplicati sino a suscitare una profonda indignazione da parte di cittadini e, allora, anziché richiamare il principio dell’ordinamento ad effettuare una sana selezione della classe dirigente – compito dei partiti, nel nostro ordinamento – ebbene, si è lasciato, purtroppo, un po’ da parte di tutti, che tutto questo potesse accadere e ancora di più – ed è purtroppo la cronaca di questi ultimi mesi – a livello delle regioni, a livello dei gruppi parlamentari delle regioni, a livello degli amministratori delle regioni, a livello delle scelte di bilancio delle regioni. Quindi, si è preferita la via di un forte richiamo alla responsabilità. In che modo ? Accentuando i controlli, con qualche difficoltà, come sappiamo bene. Abbiamo dovuto discutere a lungo in sede di Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e V (Bilancio), abbiamo dovuto discuterne molto, perché la Costituzione nel frattempo è cambiata; nel frattempo i controlli sono stati eliminati, nel frattempo si è modificato anche lo stesso ruolo della Corte dei conti, il ruolo del segretario comunale, come ricordava il collega Tassone, così come del segretario provinciale, dell’amministrazione provinciale. È evidente che tutto questo ha portato quasi all’idea che, senza controllo, tutto fosse possibile. Questa è cattiva amministrazione, è autoreferenzialità, è privilegiare il localismo più becero, il clientelismo più esasperato.</p>
<p style="text-align: justify;">E i veri costi della politica sono aumentati per far fronte a queste esigenze, non nell’interesse dei cittadini, ma nell’interesse della stessa classe dirigente. Bastava il richiamo alla Costituzione ? Certo, bastava il richiamo alla Costituzione, ma il legislatore, in questo caso, ha voluto privilegiare la risposta all’esigenza che veniva manifestata diffusamente a livello di opinione pubblica nazionale. E qui si è aperto un altro problema. Ma qual è il confine di competenza tra lo Stato e le regioni ? Da quando, nel 2001, è entrato in vigore il nuovo Titolo V della Parte seconda della Costituzione – sono oltre dieci anni che ne discutiamo – si sono posti problemi, perché non è chiaro il confine di competenza, soprattutto, per quell’enorme quantità di materie in legislazione cosiddetta concorrente, dove lo Stato dovrebbe esprimere i principi e le regioni la legislazione di dettaglio. Poi, si è tentato di rimediare un po’ con la legge del 14 gennaio 1994: cioè, non poi, ma facendo riferimento a quella legge e, poi – qui correttamente –, all’articolo 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131. È da lì che siamo partiti: nell’esame del decreto-legge abbiamo voluto reinterpretarlo, per tante parti riscriverlo, dopo aver sentito numerosi docenti di diritto costituzionale, di diritto pubblico, di diritto amministrativo che hanno escluso, hanno tutti escluso, praticamente all’unanimità, che fosse possibile attribuire alla Corte dei conti un controllo preventivo di legittimità sugli atti normativi, così come il decretolegge avrebbe voluto nella sua prima parte, forse, la più significativa. Questo non abbiamo potuto farlo, ma abbiamo accentuato, per quanto è stato possibile, il controllo sugli atti di gestione, sugli atti di bilancio, sul rendiconto, su tutto ciò che può essere da base per la lettura quanto più appropriata e precisa possibile di ciò che accade all’interno di un’amministrazione regionale, estendendo questo controllo, in maniera un po’ più appropriata rispetto alla stesura originaria del decreto-legge, anche all’interno dei consigli regionali e, addirittura, all’interno dei gruppi parlamentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò attraverso una procedura che vede, comunque, il presidente della regione protagonista dello scambio di informazioni e, allo stesso tempo, del controllo della sezione regionale della Corte dei conti, perché è lui a raccogliere i dati dal consiglio regionale e dai gruppi parlamentari attraverso l’ufficio di presidenza del consiglio regionale per trasmetterli alla Corte dei conti, così come è sembrato essere certamente più corretto. Ma c’è un « ma », anzi due « ma ». Ma perché non si è accelerata da parte del Governo l’emanazione dei decreti attuativi del decreto legislativo sull’armonizzazione dei bilanci ? Io ho il dovere di porre questa domanda. E l’altro « ma »: perché non si è accelerata da parte del Governo l’emanazione dei decreti attuativi del decreto legislativo sui premi e sulle sanzioni ? La Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, che ho l’onore di presiedere, da oltre un anno ha emanato questi decreti legislativi, come ricorderà bene il collega Nannicini, che fa parte della Commissione. Ci avevamo provato, anche, a costruire un meccanismo tale da consentire al Governo nazionale, per un verso, ma soprattutto alla Corte dei conti, di effettuare questi controlli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentivo il collega Borghesi giustamente accalorarsi sulla proposta della relazione di inizio mandato, ma la relazione di fine mandato ce l’eravamo inventata noi, non c’era neppure quella; eppure, già ora sarebbe estremamente utile se avessero emanato il decreto attuativo della legge delega sul federalismo fiscale relativo alla relazione di fine mandato, in parte all’interno della questione relativa all’armonizzazione dei bilanci e in parte in quella relativa ai premi e alle sanzioni per gli enti locali, perché quello sì, fa da base rispetto alla relazione di inizio mandato. Il riscontro sui fatti, sui dati, o c’è, o non c’è; se non c’è, qualcuno ci racconta una bugia; sulla bugia, sui fatti e sui dati non è difficile trovare la verità. Ciò non si è fatto; e allora, anche se è un rimedio, signor Presidente, anche se non è la scelta che avremmo voluto fare, è la scelta che, alla fine, siamo stati, in qualche modo costretti a fare, ci è sembrato opportuno anticipare il Governo sul decreto attuativo e portare all’interno di questo decreto-legge esattamente quello che è stato possibile; non tutto, ma abbiamo inserito quello che è stato possibile per compatibilità di materia nel decreto-legge con riferimento ai premi e alle sanzioni. Ma sull’armonizzazione dei bilanci poco, niente. Come si fa a leggere due bilanci in parallelo se ogni bilancio è fatto in maniera diversa l’uno dall’altro, un comune dall’altro, una provincia dall’altra, una regione dall’altra ? Signor Presidente, sa l’osservazione che ci fecero in Commissione ? La voglio riferire perché mi ferì, come ferì tutti gli altri componenti della Commissione; ci dissero: è troppo complesso, è troppo difficile, ci vuole tempo. Ma come, ai cittadini, anche al meno istruito, si impone un modello su cui costruire la propria dichiarazione dei redditi, a tutti i cittadini, commercialisti e non, tributaristi e non, professionisti e non, e a un ente pubblico territoriale non si può chiedere di attrezzarsi per poter corrispondere ad un modello che sia tale da poter essere letto con chiarezza, messo on line, tale da consentire che da parte dei cittadini l’amministrazione di questo comune venga messa a paragone con l’amministrazione di quello accanto, di questa provincia con quella accanto, di questa regione con quell’altra ? Ma come: è difficile ! Perché è difficile ? Purtroppo quella fu la risposta e, allora, mille altre cose bisognerebbe dire su questo decreto-legge, io l’ho preso un po’ alla lontana e tutto sommato non me ne pento perché credo che il ragionamento che sto cercando di sviluppare abbia un senso nel mettere a paragone ciò che dovrebbe essere e ciò che siamo stati, in qualche modo, costretti a fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si è voluto affermare – ancora una volta tra lo Stato apparato e lo Stato società, è lì che si crea una frattura – che occorrono solo dei buoni amministratori così come peraltro vorrebbe la nostra Costituzione repubblicana. È questo un buon disegno di legge ? Alla fine poi è questo che interessa sapere ai cittadini. È questo un buon disegno di legge ? Sarà una buona legge di conversione del decreto-legge ? Voglio rispondere con estrema sincerità perché lo devo ai cittadini e lo devo a chi mi ha mandato qui. No, non è un buon disegno di legge, signor Presidente; ma non ho rimorsi perché, alle condizioni date, è il migliore tra i disegni di legge possibili; dobbiamo avere questa consapevolezza, con molta umiltà. Si sarebbe potuto fare di più ? Certo. Si sarebbe potuto fare di meglio ? Assolutamente sì. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto ? Ebbene, non appaia contraddittorio: sì, siamo soddisfatti, e io ho motivo di ringraziare molto i relatori, l’onorevole Ferrari e l’onorevole Moroni, che si sono spesi per poter trovare insieme con il Governo e con alcuni di noi, che ci hanno messo un po’ del proprio, cercando di mediare tra mille possibili soluzioni e mille possibili difficoltà, una sintesi di ciò che è il meglio, alle condizioni date. Ancora una volta citerò Winston Churchill, Presidente, grande statista inglese che diceva: « non esistono buone leggi, per la semplice ragione che occorre una maggioranza che le approvi in Parlamento ». E non fa differenza il Parlamento inglese dal Parlamento italiano: siamo tutti alla ricerca di fare qualcosa di più e di meglio per i nostri cittadini. Non sempre ci riusciamo al meglio delle nostre intenzioni, ma certamente ci riusciamo al meglio delle nostre capacità.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto: dal Governo una decisione doverosa</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 14:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accolgo con soddisfazione la notizia che ha visto il Governo ripensare la propria linea riguardo la costruzione del Ponte sullo Stretto. La scorsa settimana avevo lanciato un appello a Monti, assieme al collega di partito Antonino Foti, affinché rivedesse la decisione di stoppare la costruzione del Ponte . Era evidente sin dall’inizio, infatti, che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/173820_5tuutd.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1055" title="173820_5tuutd" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/11/173820_5tuutd-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Accolgo con soddisfazione la notizia che ha visto il Governo ripensare la propria linea riguardo la costruzione del Ponte sullo Stretto. La scorsa settimana avevo lanciato un appello a Monti, assieme al collega di partito Antonino Foti, </span><span style="text-align: justify;">affinché rivedesse la decisione di stoppare la costruzione del Ponte . Era evidente sin dall’inizio, infatti, che la scelta sulla prosecuzione dell’opera non poteva essere presa da un Governo tecnico e la decisione dell’Esecutivo guidato dal Presidente Monti va nella direzione auspicata. Non si può cancellare con un tratto di penna un’opera che tra Sicilia e Calabria porterà circa 40mila posti di lavoro e 10 milioni di nuovi turisti negli anni a venire. Chi oggi parla di opera inutile e costosa non sa che tra penali, smobilitazione dei cantieri e soldi già spesi, si arriverebbe a una cifra superiore al miliardo d’euro, molto vicina al miliardo e trecento milioni che lo Stato spenderebbe per la realizzazione del Ponte (i restanti 7,2 miliardi sono investimenti di privati). Giusto, dunque, affidare la decisione a un Governo politico, il quale non dovrà fare i conti solamente con queste cifre, ma anche con un tasso di disoccupazione che in Sicilia e Calabria sfiora il 20%.</span></p>
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		<title>Il Pdl c&#8217;è e continua a essere un punto di riferimento per gli elettori di centrodestra</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 10:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una fase politica di assoluta confusione, nella quale tutti i partiti appaiono quanto mai ondivaghi, denotando una totale incertezza quanto a programmi ed alleanze, il Popolo della Libertà invece c’è e continua a rappresentare un punto di riferimento certo per l’elettorato di centro-destra. Bene ha fatto dunque il nostro segretario Alfano a dare, nella sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/05/Alfano-Berlusconi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-988" title="Alfano-Berlusconi" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/05/Alfano-Berlusconi-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/05/Alfano-Berlusconi.jpg"></a>In una fase politica di assoluta confusione, nella quale tutti i partiti appaiono quanto mai ondivaghi, denotando una totale incertezza quanto a programmi ed alleanze, il Popolo della Libertà invece c’è e continua a rappresentare un punto di riferimento certo per l’elettorato di centro-destra.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Bene ha fatto dunque il nostro segretario Alfano a dare, nella sua lettera al Corriere della Sera, una rappresentazione reale dello stato di salute del partito, respingendo le pregiudiziali ed ipocrite critiche che tentano di descriverlo senza idee e senza anima. Il nostro programma di governo  è in continuità con le riforme che abbiamo realizzato in passato &#8211; e che non vanno semplicisticamente derubricate &#8211; puntando lo sguardo alle nuove sfide imposte dalla crisi economica internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E sono sicuro che, quando verrà il momento delle urne, gli elettori del centro destra sapranno distinguere fra chi, come noi, continua a rappresentare una certezza per la difesa dei propri valori e chi, invece, si barcamena fra improbabili alleanze e conseguenti irrealizzabili programmi di governo</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Se Monti vuole il voto lo dica con chiarezza</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 13:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Certe dichiarazioni del Presidente Monti ci lasciano stupiti e perplessi. Il Pdl sta sostenendo con estrema lealtà questo Esecutivo e le riforme che sta varando, alcune delle quali in continuità con il Governo Berlusconi, altre in dissonanza con il nostro elettorato e che, pur tuttavia, abbiamo votato per senso di responsabilità. Non sarà che Monti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/02/monti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-837" title="monti" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/02/monti-300x225.jpg" alt="" width="292" height="239" /></a>Certe dichiarazioni del Presidente Monti ci lasciano stupiti e perplessi. Il Pdl sta sostenendo con estrema lealtà questo Esecutivo e le riforme che sta varando, alcune delle quali in continuità con il Governo Berlusconi, altre in dissonanza con il nostro elettorato e che, pur tuttavia, abbiamo votato per senso di responsabilità. Non sarà che Monti vuole rompere l’attuale maggioranza per andare a elezioni anticipate? Se questa è la sua intenzione  lo dica con chiarezza.</p>
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		<title>IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 10:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamani sono intervenuto in Aula, a nome del mio gruppo, per commemorare la figura di Paolo Borsellino, barbaramente ucciso nell&#8217;attentato di Via D&#8217;Amelio venti anni fa. Ecco il testo integrale del mio intervento. &#8220;Signor Presidente, colleghi, proprio ieri riflettevo su una distinzione, che non è solo semantica ma sostanziale, tra la parola «ricordo» e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2011/07/borsellino01G1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-405" title="borsellino01G" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2011/07/borsellino01G1.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Stamani sono intervenuto in Aula, a nome del mio gruppo, per commemorare la figura di Paolo Borsellino, barbaramente ucciso nell&#8217;attentato di Via D&#8217;Amelio venti anni fa. Ecco il testo integrale del mio intervento.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Signor Presidente, colleghi, proprio ieri riflettevo su una distinzione, che non è solo semantica ma sostanziale, tra la parola «ricordo» e la parola «commemorazione». La commemorazione &#8211; riflettevo &#8211; è qualcosa di statico, quasi di immobile, fotografa solo un fotogramma nel corso degli anni, della storia. Il ricordo, invece, è qualcosa di più vivo, si rinnova giorno per giorno, dà la possibilità di mettere a confronto noi stessi con il nostro impegno quotidiano, è qualcosa di perenne, continuo, per potere sviluppare una coscienza più consapevole, sempre più pronta a prevenire, a reagire, a superare e a colpire la mafia. Io credo che Paolo Borsellino avrebbe preferito il ricordo piuttosto che la commemorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, Palermo è cambiata. La Sicilia è cambiata. Il sacrificio suo, di Falcone e degli altri, ha prodotto &#8211; come il seme buono che leggiamo nel Vangelo &#8211; un albero robusto, forte, che rinnova ogni giorno quell&#8217;impegno: l&#8217;impegno di Borsellino. Pertanto, a nome del gruppo che ho l&#8217;onore di rappresentare, mi associo al ricordo, ma vorrei fare un monito &#8211; se mi è consentito, in questa sede solenne &#8211; a tutte le forze politiche e ai gruppi che qui le rappresentano: la mafia si sconfigge solo se tutti facciamo fronte dalla stessa parte contro di essa, senza divisioni o strumentalizzazioni, compatti, per continuare senza pause e incertezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, io, noi, riteniamo di dover conoscere cosa accadde in quegli anni, chi, sbagliando, spero in buona fede, non comprese che con la mafia non si può trattare, ma si può solo agire con la forza dello Stato, del diritto, con la legge. E avremmo anche il diritto di sapere se tutto ciò ebbe un ruolo nella morte di Paolo Borsellino. Fare chiarezza su questo, certamente, onorerebbe la sua memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Borsellino amava dire: «Palermo, un giorno, diventerà bellissima». Noi speriamo che anche la Sicilia e l&#8217;Italia diventeranno bellissime e la mafia sarà solo un ricordo, un fenomeno da studiare nei libri di storia&#8221;. <em>(Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà &#8211; Congratulazioni)</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>No al ritorno delle preferenze</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 13:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico La Loggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 10 LUG &#8211; &#8221;Se ci dovesse essere il si&#8217; al semipresidenzialismo alla francese allora ci sarebbe il si&#8217; anche alla legge elettorale a doppio turno, sempre alla francese, proposta dal Pd &#8211; spiega La Loggia nel corso di unfilo diretto a Radio Radicale &#8211; Altrimenti l&#8217;unica cosa che siriuscira&#8217; a fare sara&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/01/elezioni.jpg"><img class="size-medium wp-image-826 alignleft" title="elezioni" src="http://www.enricolaloggia.com/wp-content/uploads/2012/01/elezioni-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>(ANSA) &#8211; ROMA, 10 LUG &#8211; &#8221;Se ci dovesse essere il si&#8217; al semipresidenzialismo alla francese allora ci sarebbe il si&#8217; anche alla legge elettorale a doppio turno, sempre alla francese, proposta dal Pd &#8211; spiega La Loggia nel corso di unfilo diretto a Radio Radicale &#8211; Altrimenti l&#8217;unica cosa che siriuscira&#8217; a fare sara&#8217; qualche ritocco al porcellum&#8221;.   &#8221;Io personalmente sarei per il sistema elettorale maggioritario ad un turno, all&#8217;americana, anche se so che e&#8217; difficile.  Ma la cosa piu&#8217; importante e&#8217; non tornare al voto di preferenza che farebbe contenta solo la criminalita&#8217; organizzata, segnando il ritorno al voto di scambio  e facendo eleggere i piu&#8217; corrotti. A sostenere il ritorno alle preferenze, in tutti i partiti, sono coloro che hanno poche ideee molte clientele. Voterei sicuramente contro una legge elettorale che dovesse reintrodurre le preferenze. Occorre certo ridisegnare il rapporto tra elettori ed eletti, ma l&#8217;unica soluzione sono i collegi&#8221;. Parole che sono valse a La Loggia il plauso di Marco Pannella, intervenuto al termine dellatrasmissione per dire che &#8221;La Loggia rappresenta l&#8217;anima liberale di Forza Italia, non a caso da un po&#8217; di tempo meno visibile di prima&#8221;. (ANSA).</p>
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